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IVA sulle auto di importazione: tutto quello che devi sapere

iva
Indice

Quando si pensa di acquistare un’auto dall’estero, una delle maggiori preoccupazioni riguarda il pagamento dell’IVA (l’imposta sul valore aggiunto). “Devo pagare l’IVA due volte?”, “Devo pagare l’IVA italiana in aggiunta a quella del Paese straniero da cui sto acquistando il veicolo?”. Questi sono solo alcuni dei dubbi che si hanno di frequente prima di effettuare l’acquisto di un’auto di importazione. Ma come stanno effettivamente le cose?

In questo articolo chiariamo quali sono le normative che regolano il pagamento dell’IVA sulle auto importate e sfatiamo alcuni falsi miti.

IVA auto importazione: la differenza tra IVA esposta e IVA a margine

Per affrontare il discorso del pagamento dell’IVA sulle auto importate è importante soffermarsi prima di tutto su un’importante distinzione: quella tra auto con IVA esposta e auto con IVA a margine.

  1. Le auto con IVA esposta sono veicoli che sono stati precedentemente posseduti esclusivamente da società (quindi mai posseduti da un privato)
  2. Le auto con IVA al margine sono veicoli precedentemente posseduti da almeno un proprietario privato. Sono, quindi, auto senza IVA, in quanto il pagamento dell’IVA è già stato effettuato dal primo privato che ha acquistato l’auto. 

Il pagamento dell’IVA è diverso, infatti, se il veicolo appartiene all’una o all’altra categoria. Vediamo insieme entrambi i casi.

Acquisto di un’auto con IVA esposta

Le auto con IVA esposta sono state possedute esclusivamente da società che hanno sempre scaricato l’imposta sul valore aggiunto. Quando un concessionario vende questi veicoli, quindi, il prezzo totale è composto da un valore netto più la percentuale dell’IVA.

Prendiamo, ad esempio, una vettura venduta da un concessionario in Germania. In questo caso il prezzo totale di vendita sarà composto da:

PREZZO NETTO DEL VEICOLO + IVA AL 19%

Di conseguenza, se un privato decidesse di acquistare direttamente un’auto fiscalmente usata da un concessionario tedesco, la pagherà con un’imposta al 19% e non al 22% come in Italia. E dovrà dichiarare all’Agenzia delle Entrate di aver già versato l’IVA in Germania. 

Invece, se non avesse tempo o voglia di gestire tutta la parte burocratica e di interfacciarsi con l’Agenzia delle Entrate, può rivolgersi a noi. Ci occuperemo di acquistare l’auto per suo conto, che gli fattureremo con aliquota IVA italiana. In questo caso, quindi, al prezzo netto della vettura riportato nell’annuncio, dovrà essere aggiunto il 3%, che corrisponde alla differenza tra le due aliquote IVA, quella tedesca e quella italiana.

Inoltre, sempre sulle auto con IVA esposta, chi ne ha diritto può usufruire delle agevolazioni previste dalle Legge 104.

Auto fiscalmente usata

Per un privato questo vantaggio sul pagamento dell’IVA è però possibile soltanto se la vettura acquistata è fiscalmente usata. Che cosa significa?
Un’auto è fiscalmente usata quando soddisfa contemporaneamente due condizioni:

  • Ha percorso più di 6.000 chilometri
  • Sono trascorsi più di 6 mesi dalla prima immatricolazione

Auto fiscalmente nuova

Invece, se ha meno di 6.000 chilometri oppure meno di 6 mesi dalla prima immatricolazione, è considerata un’auto fiscalmente nuova. In questo caso:

  • L’IVA è dovuta obbligatoriamente in Italia
  • Al prezzo netto della vettura si applica l’aliquota italiana (22%)

Tornando all’esempio precedente, quindi, un privato che intende acquistare un’auto fiscalmente nuova da un concessionario tedesco può percorrere due strade:

  • Comprare il veicolo tramite IMPORTAMI AUTO: in questo caso il concessionario vende ad IMPORTAMI AUTO, che funge da intermediario e, a sua volta, fattura al cliente il costo del veicolo comprensivo di IVA al 22%
  • Comprare il veicolo da solo: in questo caso il privato deve pagare la fattura al concessionario e poi versare l’IVA, con un modello F24, all’Agenzia delle Entrate in Italia. Il telaio del mezzo verrà sbloccato, infatti, solo dopo che il compratore avrà pagato l’IVA.

La cauzione per le auto fiscalmente nuove

Per un privato che intende acquistare in autonomia (cioè senza passare da un intermediario) un veicolo da un concessionario straniero l’operazione può diventare ancora più complicata a causa di un altro fattore: la richiesta di una cauzione.
Spesso, infatti, i concessionari stranieri richiedono una cauzione pari al valore dell’IVA in vigore nel proprio Paese e questo importo viene restituito soltanto quando l’auto arriva in Italia o dopo l’immatricolazione.
Riprendendo l’esempio di prima, quindi, per il nostro privato sarà più vantaggioso acquistare l’auto dal concessionario tedesco tramite un intermediario italiano come noi, che si farà carico del pagamento della cauzione dell’IVA tedesca e gli eviterà di dover anticipare somme considerevoli.

Acquisto di un’auto con IVA al margine

Completamente diversa è, invece, la situazione se un privato intende acquistare un’auto con IVA al margine, cioè senza IVA. Come è possibile che dei veicoli siano venduti senza IVA? Si tratta di un mezzi che sono stati posseduti da almeno un proprietario privato. Nel caso di una compravendita nell’ambito dell’Unione Europea, quindi: 

  • L’IVA è stata già assolta dal primo acquirente privato
  • Non è necessario versare nuovamente l’IVA in Italia
  • Il prezzo di vendita è quello effettivo da pagare (ad eccezione di eventuali sconti)

L’IVA sulle auto di importazione si paga due volte? 

Tutto questo discorso, quindi, è utile anche per sfatare un falso mito. Quello per cui sulle auto di importazione l’IVA va pagata due volte. È evidente che le cose non stanno così. Un privato che acquista in autonomia da un concessionario dell’Unione Europea, un mezzo fiscalmente nuovo dovrà versare soltanto la differenza tra l’aliquota in vigore nel Paese di acquisto e quella in vigore nel proprio Paese. Ad esempio, se un compratore italiano acquista un’auto da un rivenditore tedesco dovrà pagare un’imposta del 3%, pari alla differenza tra l’aliquota in vigore in Germania (19%) e quella in vigore in Italia (22%). Dunque, non è assolutamente corretto pensare che sulle auto acquistate dall’estero l’IVA vada pagata due volte.

Evita problemi con l’IVA sull’acquisto di un’auto estera

Prima di procedere con l’acquisto di un veicolo dall’estero, quindi, è importante essere molto informati e preparati sulle varie normative, avere ben chiaro qual è la condizione del veicolo dal punto di vista fiscale (se considerata nuova o usata) e quale sarà il regime IVA che verrà applicato. 

Se stai valutando di acquistare un’auto di importazione, rivolgiti a noi per evitare brutte sorprese, perdite di tempo e di soldi. Ci occuperemo di tutte le procedure burocratiche e fiscali, ti aiuteremo in ogni fase e a te rimarrà soltanto il piacere di guidare l’auto dei tuoi sogni.